Nazareth

Servizio civile 2019: intervista a Ambra e Michele

17 dicembre 2019
Gnews

Sappiamo tutti che il servizio civile non è un’opportunità lavorativa vera e propria, poichè – saprai anche tu – che viene equiparata ad un’attività di volontariato. Per quanto ne sappiamo, di questa possibilità ne usufruiscono molti giovani in Italia e in Europa che  cercano di orientarsi professionalmente, oppure sono in cerca di un’occasione per una crescita personale o magari perché vogliono dare un contributo concreto alla società.

In conclusione di un anno di Servizio Civile abbiamo chiesto ai giovani che hanno partecipato al progetto “Ragazzi costruttori del proprio futuro” di provare a fare un bilancio personale della loro esperienza.

La prima intervista la rilascia Ambra.

  • QUALI SONO STATE LE MOTIVAZIONI CHE TI HANNO SPINTO A PARTECIPARE AL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE DELLA COOP NAZARETH?
    Il motivo principale per cui ho scelto di fare il Servizio Civile é stata la possibilità di mettermi in gioco in un progetto che non ho mai fatto. Appena ho letto di questa proposta che riguardava questa collaborazione con i minori stranieri, mi sono illuminata. Pensai: “Perchè no? Sarà un’esperienza unica ed un’ opportunità per mettermi in discussione.” Quindi ho deciso di cogliere la palla al balzo!
  • Da quando hai iniziato il progetto, avrai notato che le cose non sono statiche, ma anzi sono dinamiche perciò: COSA É CAMBIATO DALL’INIZIO DEL TUO PERCORSO AD OGGI?
    Cambiato qualcosa? Adesso come adesso, credo di avere acquisito una maggiore considerazione di me stessa e delle mie capacità. Ho sempre creduto di non essere in grado di fare niente, una buona a nulla, senza alcuna qualità specifica. Poi però, grazie ai miei colleghi del servizio civile in particolare, ma anche gli educatori, ho riconosciuto i miei limiti e da quelli ho iniziato a costruire gli obbiettivi per i prossimi anni della mia vita.
  • Sappiamo che la Coop. Nazareth vanta un elevato numero di educatori i quali, nonostante gli obiettivi comuni, hanno modalità di approccio alla relazione educativa diversa gli uni dagli altri. COM’E È STATO AFFIANCARE GLI EDUCATORI NELLE DIVERSE ATTIVITA’ DEL CENTRO DIURNO CONSIDERANDO ANCHE LE LORO DIVERSE MODALITA’ DI APPROCCIO AGLI ADOLESCENTI?
    All’inizio è stata un po’ dura, poichè c’erano fattori che non condividevo a pieno. Con il passare del tempo, il confronto con i vari educatori é stato determinante, in quanto attraverso il loro accompagnamento hanno saputo darmi un nuovo punto di vista in merito al concetto di accoglienza. In relazione a ciò che ho vissuto, ho appreso quale sia la qualità caratterizzante dell’educatore e, di conseguenza, del mio ruolo come volontaria: la mediazione ed il punto d’incontro con le diverse motivazioni e percezioni del minore.
  • Dato il problema dell’ immigrazione di massa in Europa, si stanno intensificando delle ideologie (pensieri) discriminatorie verso le culture diverse dalla propria. Per quanto ti riguarda: PRIMA DI COMINCIARE, AVEVI DEI PREGIUDIZI NEI CONFRONTI DI PERSONE CHE HANNO UNA CULTURA E/O UN PAESE DI PROVENIENZA DIVERSO DAL TUO?
    Sinceramente? Si, ma é proprio grazie a ció che mi sono convinta a svolgere questo progetto con loro. Con tutto quello che sento al telegiornale, davvero mi veniva difficile non avere pregiudizi. Non sono mai stata razzista: io rispetto le persone, indipendentemente dalla loro provenienza. A me basta che, se vengono nel nostro paese, si comportino bene. Mi aspetto che si comportino a  modo, nel rispetto di tutti, come se io dovessi andare nel loro paese e commettessi delle “bravate”. Vorrei solo che rispettassero le regole del paese che li ospita e che, un giorno, potrebbe diventare il loro.
  • C’E STATO UN EPISODIO CONCRETO CHE TI HA LASCIATO UN SEGNO PER IL QUALE CONSIGLIERESTI AD ALTRI GIOVANI DI FARE IL SERVIZIO CIVILE?
    Un singolo episodio che mi abbia lasciato qualcosa non c’é stato.
    Ho notato invece una bella abitudine che vedo in tutti i ragazzi che terminano il loro progetto: identificare nella mia figura un punto di riferimento, come ad esempio essere fermata, abbracciata ed accolta, conscia del fatto di aver lasciato in loro un segno positivo.

E ora è il turno di Michele, il più giovane tra i volontari di questo anno di progetto.

  • QUALI SONO STATE LE MOTIVAZIONI CHE TI HANNO SPINTO A PARTECIPARE AL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE DELLA COOP NAZARETH?
    Essenzialmente, non avendo mai avuto un’esperienza lavorativa oltre al progetto di alternanza scuola lavoro, ero alla ricerca di stimoli in modo da chiarirmi le idee rispetto al mio futuro: studiare o lavorare?
    L’idea iniziale era questa
  • Da quando hai iniziato il progetto, avrai notato che le cose non sono statiche, ma anzi sono dinamiche perciò: COSA E’ CAMBIATO DALL’INIZIO DEL TUO PERCORSO FINO AD OGGI?
    Non troppo, non ho avvertito un eccessivo cambiamento. Il maggior cambiamento l’ho notato nei tempi: dall’ambiente scolastico all’ambiente lavorativo, i tempi cambiano. Di ragazzi con problemi ne conoscevo già, ero cresciuto in aspetti e dinamiche che ricordano la situazione di MSNA o SFAM!
  • Sappiamo che la Coop. Nazareth vanta un elevato numero di educatori i quali, nonostante gli obiettivi comuni, hanno modalità di approccio alla relazione educativa diversa gli uni dagli altri. COM’E È STATO AFFIANCARE GLI EDUCATORI NELLE DIVERSE ATTIVITA’ DEL CENTRO DIURNO CONSIDERANDO ANCHE LE LORO DIVERSE MODALITA’ DI APPROCCIO AGLI ADOLESCENTI? 
    Durante tutto il periodo, non ho avuto problemi poiché non avendo le stesse responsabilità sui ragazzi, ho inteso il mio lavoro come supporto all’educatore, quindi non ho avuto eccessive difficoltà perché ho sempre cercato di accompagnare l’intervento nel modo piú corretto.
  • Dato il problema della immigrazione di massa in Europa, si stanno intensificando delle ideologie (pensieri) discriminatorie verso le culture diverse dalla propria. Personalmente: PRIMA DI COMINCIARE, AVEVI DEI PREGIUDIZI NEI CONFRONTI DI PERSONE CHE HANNO UNA CULTURA E/O UN PAESE DI PROVENIENZA DIVERSO DAL TUO?
    No, pregiudizi relativi alla provenienza od altro assolutamente no. Già prima di iniziare, quando ho letto il progetto ho letto: “oh, son ragazzi. Al massimo avrei problemi a relazionarmi con il gruppo/cultura”. Son quasi miei coetanei, con semplicemente esperienze diverse. Non mi sono misurato con dei pregiudizi.
  • QUALI SONO STATE LE MOTIVAZIONI CHE TI HANNO SPINTO A PARTECIPARE AL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE DELLA COOP NAZARETH?
    Sempre il fatto che non abbia scelto il progetto in primis, non mi ha permesso di trovare qualcosa di assoluto che mi abbia colpito (essendo qualcosa che non ho cercato in maniera specifica). Magari lo consiglierei per vedere “cosa ci sia in giro per darsi da fare”, in modo tale da lasciarsi le porte aperte e vedere le varie opportunità offerte!






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