Nazareth

Percorso di formazione per giovani affidatari di minori stranieri non accompagnati

25 luglio 2018
News

Nell’ambito delle azioni di accompagnamento e accoglienza di minori stranieri non accompagnati, gestite dal sistema dei servizi sociali integrati tra pubblico e privato (Comune di Cremona ed enti gestori), è stato progettato, sperimentato e tutt’ora in corso di realizzazione un percorso di formazione per affidatari di minori non accompagnati.

L’obiettivo del progetto è quello di fare in modo che i giovani affidatari, ex minori stranieri non accompagnati, siano adeguatamente informati, formati e accompagnati al ruolo di affidatari, al fine di diventare nuove risorse per il sistema di accoglienza. La necessità di pensare, sostenere e investire in un tale progetto e l’esigenza di concretizzarlo nasce dalla consapevolezza che l’affidamento ad ex MSNA sia davvero una modalità innovativa di accoglienza: i minori entrano maggiormente in contatto con la vita reale del paese ospitante, attraverso la frequentazione della città, dei suoi luoghi pubblici e dei suoi servizi, spesso senza la mediazione degli operatori. Ai minori è richiesto un maggiore ingaggio personale, in quanto la responsabilità a loro riconosciuta prevede una libertà di scelta sulle modalità con cui condurre la propria vita.

Questa tipologia di accoglienza si basa sull’essere esperti per esperienza: gli affidatari che hanno sperimentato l’esperienza della migrazione da minorenni possono aiutare i ragazzi più giovani a comprendere con maggiore consapevolezza il punto di vista e le azioni messe in atto dai servizi sociali per la loro accoglienza e tutela; nel dialogo con i ragazzi, possono narrare la propria esperienza, fornire consigli e strategie da loro utilizzate nel passato per la realizzazione del progetto migratorio. Si rivela una modalità di confronto estremamente concreta, poiché permette ai nuovi arrivati di individuare modelli positivi da seguire, che sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi con costanza e determinazione, fidandosi della rete di operatori che li ha accolti nel momento del bisogno. I giovani affidatari sono, dunque, un punto di riferimento costante nella quotidianità e per la crescita dei ragazzi; sono figure di accompagnamento verso la maggiore età e una risorsa per il sistema di accoglienza. L’esigenza di realizzare un percorso di formazione per affidatari neo maggiorenni deriva dall’importanza di coinvolgere come nuove risorse ex minori stranieri non accompagnati che, durante la minore età, hanno raggiunto in modo adeguato e soddisfacente gli obiettivi definiti nel proprio progetto educativo individualizzato.

Il percorso formativo ha previsto il coinvolgimento di 12 ragazzi neomaggiorenni ed è stato strutturato in due incontri mensili, uno di formazione e un gruppo di parola. Ogni incontro si è realizzato in gruppo, con un setting a cerchio, adeguato a favorire la circolarità della comunicazione e della parola. Durante le formazioni, sono stati invitati ospiti privilegiati, che hanno permesso ai ragazzi di conoscere e approfondire tematiche differenti: la tutela legale, la conoscenza del territorio di Cremona, l’associazionismo e il volontariato, l’ambito sanitario e quello culinario/alimentare. La programmazione delle formazioni prevede la realizzazione di ulteriori incontri relativi al tema dello sport, all’utilizzo consapevole della tecnologia e alla gestione del lavoro (come si scrive un curriculum e come si sostiene un colloquio di lavoro).

Il giudice tutelare, invitato al primo incontro di formazione sulla tutela legale, ha spiegato il suo ruolo e quello del tutore nella presa in carico di minori stranieri non accompagnati; ha approfondito il ruolo, diritti e doveri degli affidatari e diritti e doveri dei minori. Le nozioni di tutela legale sono importanti per un giovane affidatario, poiché permettono di conoscere la legge italiana e la procedura di accoglienza di un MSNA sul territorio italiano.

CONOSCENZA DEL TERRITORIO

La conoscenza del territorio di Cremona, dal punto di vista storico-culturale, si è realizzata attraverso il coinvolgimento di una guida turistica che ha previsto la visita all’Accademia Cremonensis (scuola di liuteria), al Museo del Violino con relativa audizione, pranzo condiviso, visita alla strada romana, al palazzo comunale, alla cattedrale e la salita sul Torrazzo. L’attività formativa, così strutturata, è stata pensata per favorire una modalità di apprendimento dinamica e interattiva attraverso l’osservazione diretta dei luoghi della città, al fine di promuovere la partecipazione e la formazione in contesti meno istituzionalizzati. L’obiettivo è stato quello di aiutare i ragazzi ad acquisire maggiore consapevolezza e conoscenza del territorio in cui sono accolti, per permettere loro di sentirsi maggiormente parte del luogo in cui vivono.

ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO

Il centro interculturale “Mondo Insieme” e il Cisvol (centro di servizio per il volontariato) sono stati coinvolti per affrontare alcune tematiche relative all’associazionismo straniero e al volontariato. Si è prestata una particolare attenzione al ruolo del Cisvol nelle sue funzioni di consulenza e di promozione del volontariato sul territorio di Cremona. E’ stato, inoltre, importante ragionare sul ruolo e sulle funzioni del volontario: infatti, l’essere affidatari di minori stranieri non accompagnati è prima di tutto una scelta volontaria.

FORMAZIONE SANITARIA

La formazione inerente all’ambito sanitario ha previsto il coinvolgimento di un medico, con la finalità di fornire ai ragazzi informazioni di base sull’utilizzo di alcuni medicinali acquistabili senza ricetta, per curare, per esempio, febbre e raffreddore. Sono state date, inoltre, indicazioni per identificare le situazioni in cui si rivela necessario chiamare o recarsi al pronto soccorso e quelle in cui è sufficiente prendere un appuntamento con il medico di base.

FORMAZIONE IN AMBITO CULINARIO-ALIMENTARE

La formazione relativa all’ambito culinario-alimentare ha previsto il coinvolgimento di un’esperta di cucina macrobiotica, con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a riflettere sull’importanza di un’alimentazione sana, basata su cibi che possano fornire energia e forza per lo svolgimento delle attività quotidiane. Si è prestata una particolare attenzione alla stagionalità della frutta e della verdura e all’importanza di abbinare in modo adeguato i diversi alimenti, al fine di fornire ai ragazzi un’alternativa ai cibi poco salutari e veloci da preparare, che sono soliti assumere.

GRUPPI DI PAROLA

I gruppi di parola sono stati un momento importante per riflettere sulle tematiche affrontate durante le formazioni e per favorire un confronto e un dialogo su argomenti di interesse e di preoccupazione per i ragazzi. I temi emersi sono quelli relativi alle paure (passate, presenti e future), alla gestione delle relazioni e del conflitto, alle preoccupazioni inerenti ai documenti, al razzismo e all’ambito delle regole, che è stato il filo conduttore di ogni incontro. Durante questi momenti di condivisione in gruppo, i ragazzi hanno fornito importanti spunti di riflessione e ambiti di interesse, che si sono rivelati fondamentali per organizzare le successive formazioni, in modo tale da rispondere alle esigenze dei partecipanti stessi. Per esempio, ciò si è verificato e concretizzato quando i ragazzi hanno chiesto di incontrare il tutore degli attuali minori, al fine di comprendere direttamente il suo ruolo e conoscerlo di persona.

Alla luce di queste riflessioni, si può affermare che il percorso di formazione sia stato apprezzato dai ragazzi che hanno partecipato, sia per quelli che già ricoprivano il ruolo di affidatari, che per quelli nuovi. I ragazzi hanno evidenziato l’utilità di questo percorso, non solo in relazione all’accoglienza di minori non accompagnati, ma anche per loro stessi e per la loro crescita personale. Un particolare interesse è emerso in relazione ai temi inerenti alla gestione della quotidianità, alle modalità con cui affrontare i conflitti e alle strategie utilizzate per incentivare i minori a raccontarsi agli affidatari. Alcuni potenziali affidatari, verso la fine del percorso, hanno evidenziato quanto sia importante offrire ai minori uno spazio di ascolto e di parola all’interno della vita quotidiana. Altri si impegnano per cercare di capire cosa pensano i minori, cosa hanno nel cuore e quali sono i desideri per il loro futuro. Gli stessi affidatari hanno sottolineato l’importanza di capire la cultura, la storia e le leggi dell’Italia, al fine di vivere adeguatamente il contesto di accoglienza nel quale sono inseriti.

Per il futuro, vi è il desiderio di garantire la continuità e la costanza dei gruppi di parola tutt’ora esistenti e la prospettiva è quella di avviare un nuovo percorso di formazione per gli affidatari che ricoprono questo ruolo già da qualche tempo.

 

 

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