In questi giorni si sta concludendo il mese di ramadan, poiché il centro diurno Giona, come ben sapete, accoglie al suo interno ragazzi stranieri, molti dei quali sono musulmani, abbiamo chiesto loro di raccontare cosa succede in questo periodo così importante per la religione islamica.
Il calendario musulmano è un calendario lunare, di 29 o 30 giorni in base al ciclo della luna. L’anno in tutto è di 354 giorni, anziché 365, quindi è di circa 11 giorni più corto rispetto all’anno solare – il nostro, per intenderci. Il mese di ramadan, il nono mese del calendario lunare, comincia con il sorgere della luna nuova. Secondo la legge, per sancire l’inizio di questo mese sono necessari dei testimoni oculari che dichiarino di fronte ad un giudice di aver visto la luna. Questo significa che l’inizio del mese di ramadan può variare da una località all’altra.
Il mese di ramadan è caratterizzato dal digiuno in quanto in questo mese si ricorda la rivelazione del Corano a Maometto da parte di Allah. Il digiuno dura dal sorgere del sole al suo tramonto, e bisogna astenersi dal cibo, dal bere, dal fumo e dagli atti sessuali. È anche raccomandato durante il periodo del digiuno, di non litigare, di non mentire, di non parlare male e insultare gli altri, di non formulare desideri cattivi.
Dal digiuno sono esentati i bambini, gli anziani, i malati, le donne incinte o che allattano e le donne durante le mestruazioni, i viaggiatori. È possibile però recuperare i giorni che si saltano o attraverso opere di elemosina o digiunando in altri giorni dell’anno.
Negli ultimi dieci giorni, durante una delle notti dispari, del mese di ramadan cade la notte del qadar (destino, divina decisione), notte in cui viene rivelata l’ultima parola del Corano. Nessuno sa davvero in quale di queste notti ciò realmente avvenga, così che si possa viverle tutte con piena devozione.
Il mese di ramadan si conclude con una festa in cui si va in visita ad amici e parenti, ci si veste di nuovo, si mangia, si beve, si balla e si sta insieme alla propria famiglia e ai propri cari.
I ragazzi di Giona ammettono che è difficile stare senza mangiare e soprattutto senza bere nulla fino a sera, in particolare quando – come quest’anno – il ramadan cade nei mesi estivi. La fatica si sente soprattutto i primi giorni, quando non si è ancora abituati.
(Questo articolo è stato scritto grazie all’aiuto di Baba, Boubacar, Zeyad e Ammar)