Nazareth

Pasqua, gli auguri di don Pier

17 aprile 2014
News

I discepoli del Sabato santo portano in sé la memoria di quanto hanno vissuto col Maestro. Ma si tratta di un ricordo carico di nostalgia e fonte di tristezza perché quanto era stato sperato e atteso con lui e per lui appare irrimediabilmente perduto. Noi pure portiamo impresse le orme di un’insopprimibile memoria cristiana: basta pensare alla nostra cultura segnata dai grandi valori della tradizione biblica, a cominciare dall’idea di “persona” e dal senso del “tempo”, inteso quale storia orientata verso un compimento promesso e atteso. I nostri spazi vitali sono pieni delle tracce di questa memoria: dalle opere d’arte, tanto spesso a soggetto religioso, alle nostre chiese. Come per i discepoli in cammino verso Emmaus, ancora totalmente immersi nel loro Sabato santo, la memoria di tali radici potrebbe essere per noi semplice oggetto di nostalgia e forse di un po’ di tristezza: una memoria quindi inoperosa, incapace di suscitare slanci e nuove imprese ricche di generosità e di passione. La Madonna del Sabato santo vive invece la memoria quale luogo di profezia: ricorda per sperare, rivisita il passato per aprirsi al futuro, nella certezza che Dio è fedele alle sue promesse e quanto ha operato in lei per la nascita del Figlio eterno nel tempo, lo opererà analogamente per la rinascita di lui e dei suoi fratelli dalla morte alla vita senza tramonto.
(da una lettera Pastorale del card. Martini – 2000)

Buona Pasqua a tutti i ragazzi, ai volontari, agli amici di Nazareth e agli operatori, alle altre cooperative e alle istituzioni.
Un augurio di speranza e un abbraccio.

d.pier







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