Nazareth

Il matrimonio nelle culture dei ragazzi di Giona

19 aprile 2019
News
matrimonio nelle culture dei ragazzi di Giona

In quest’ultimo articolo il nostro interesse verterà sul tema del matrimonio, con una particolare attenzione alle variazioni che assume in alcune culture cui appartengono i minori stranieri di Giona.

Da un punto di vista antropologico, si definisce il matrimonio come un atto formale che legittima un rapporto sessuale da cui possono nascere dei figli. Esso può essere di natura monogamica, cioè tra due individui, poliginica, tra un uomo e più donne, poliandrica, tra una donna e più uomini.
Quanto alle ragioni che inducono a richiedere l’ufficializzazione dell’unione, diversi studi antropologici le concepiscono raggruppate in due principali categorie: ragioni di carattere sentimentale o sessuale, che necessitano di un’approvazione sociale o religiosa, e ragioni di carattere economico, patrimoniale o politico, le quali invece richiedono una legittimazione giuridica. Il matrimonio, pertanto, promuove l’incontro tra gruppi diversi, differenziati ad esempio per parentela o per popolo, stabilendo una relazione fra questi.

  1. Al giorno d’oggi, i principi che dovrebbero sancire l’atto del matrimonio sono così affermati nell’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani:
    Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna
    limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio,
    durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
  2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

Com’è noto, l’adesione a questi principi non è, tuttavia, perseguita mediante criterio unanime bensì varia da cultura a cultura.
Vedremo, a questo proposito, come i diritti umani succitati abbiano scarso riscontro in una delle culture africane, quella della Costa d’Avorio, con l’aiuto di due ragazzi ivoriani, Youssouf e Abdoul. Illustreremo, più in generale, la concezione e l’organizzazione del matrimonio musulmano nel loro Paese.

 

Intervista:

Sono i futuri sposi a decidere di sposarsi oppure sono i genitori a scegliere per loro?

Abdul: Se vuoi sposarti con una ragazza, vai a parlare con i suoi genitori e fai valere la tua idea. Nella mia famiglia posso far valere il mio parere, ma ad un mio amico, per esempio, la sua famiglia non gli ha reso possibile sposare la persona di cui era innamorato perché i suoi genitori ne avevano scelta un’altra  che nemmeno conosceva. Alla fine, ha deciso di rimanere da solo piuttosto che sposare una ragazza che non gli piaceva.

Yossuf: Alcuni hanno scelto la loro moglie, mentre altri sono stati costretti dai genitori. Da dove vengo io, i matrimoni sono combinati in base alla stessa cultura e religione, in modo che si tenga tutto “in famiglia”.
Qua in Italia è successo ad un amico che le trattative di matrimonio avvenissero in maniera strana: gli hanno detto che se avesse avuto una figlia femmina e l’altra coppia un maschio, avrebbero potuto addirittura già decidere di accordare il matrimonio ai due nascituri.

A che età avviene in media il matrimonio?

A: Dipende, la ragazza deve avere almeno 17/18 anni, mentre l’uomo ha sui 20 anni. Non è mai successo che l’uomo fosse più piccolo della donna.

Y: Ho degli amici che si sono sposati e hanno 17 e 18 anni. Nella mia cultura, le ragazze di solito si sposano molto giovani, dai 14 anni in poi, mentre i ragazzi si sposano sin dai 16 anni, ma non arrivano ai 22 anni senza sposarsi.

Ci sono delle conseguenze se fossi tu a scegliere la ragazza da sposare, ignorando la proposta dei tuoi genitori?

A: Dipende, a volte capita che il ragazzo rifiuti la proposta dei genitori. Per quanto riguarda me, se desidero sposare una donna cristiana o di altre religioni, non ci sarebbero problemi nella mia famiglia. Musulmani e cristiani possono sposarsi, di solito, in Costa d’Avorio senza problemi.

Y: Succede il 70% delle volte che i ragazzi rifiutino la donna scelta dai genitori. Ciò non è possibile per le donne: se viene loro promesso un uomo, devono sposarlo.
Se l’uomo sposa una donna che i genitori non approvano, bisogna fare attenzione. È una vergogna se la moglie che hai scelto non va d’accordo con la tua famiglia, un vero fallimento.
Inoltre, nella mia cultura, quando un uomo vuole chiedere in sposa una ragazza di religione cristiana, i genitori di lui, se musulmani, potrebbero dire che la ragazza non entra in casa loro.

C’è una dote da offrire alla famiglia per realizzare il matrimonio?

A: Esiste una dote, si tratta dei noix de cola. Il rito comincia con l’uomo che va a parlare coi genitori di lei. Questo meccanismo non è una cosa veloce come in Italia, ma dura molto di più: prima si chiede il permesso ai genitori di lei, poi si va dal proprio padre in modo che compri i noix de cola, i quali andranno ai genitori della ragazza. Successivamente, le due famiglie decidono i tempi e l’organizzazione del matrimonio. Ci si può sposare anche entro poco tempo: persino dopo una settimana! I noix de cola sono molto importanti perché la religione che porta questa tradizione è una forma di rispetto nei confronti della fede musulmana.

Y: Come dote, lo sposo porta ai genitori della sposa dieci noix de cola. Questa non è una tradizione musulmana, ma della mia cultura. Non so il perché, so che è un’abitudine. I cola sono il primo regalo. Dopodiché i genitori del ragazzo portano dei vestiti alla famiglia per la sposa, come l’abito della cerimonia, gli indumenti quotidiani, i soldi per comprare strumenti di casa e così via.

Una volta accordato il matrimonio: quanto dura la cerimonia, ci sono dei riti da rispettare?

A: La cerimonia comincia sempre il giovedì e dura un’intera settimana. La futura sposa arriva a casa del marito la prima sera e si rimane chiusi dentro insieme per sette giorni; nel frattempo, gli invitati festeggiano tutta la settimana. Le spose si pitturano mani e piedi durante le giornate di martedì e mercoledì con il liquido estratto da una pianta (rituale del mehndi: usato principalmente nell’Africa Mediterranea e in Oriente, consiste nell’applicazione dell’henné, ndr). I vestiti per il matrimonio sono quelli tradizionali, molto colorati, sfarzosi, pieni di gioia.
La cerimonia si svolge in Moschea con l’Imam.

Y: Quando avviene il matrimonio, ci si inizia a preparare il lunedì: la moglie va a casa dei suoi genitori fino al giovedì e non può uscire, non può lavorare, nient’altro. Solo le donne possono vedere la sposa in quel periodo, fatta eccezione per un familiare del marito. Questo isolamento è simboleggiato dalla copertura del volto con un velo bianco. Il passo successivo è l’applicazione dell’henné. Il giovedì gli amici del marito vanno a casa della moglie, a cui viene rimosso il velo, e la portano presso la dimora del marito per festeggiare. È questo il momento dei canti tradizionali. Il matrimonio si festeggia in Moschea, con l’Imam, ma la sposa non si presenta: la rappresenta suo fratello. A volte nemmeno il marito prende parte alla cerimonia. Il rito complessivo dura in tutto sette giorni.

È legale la poligamia?

A: Nella religione musulmana l’uomo dovrebbe prendere quattro donne, però non è la regola. Dipende molto dai soldi in possesso del marito, se riesce a mantenerle tutte o meno.

Y: Si possono avere fino a quattro mogli per la mia religione, ma il massimo che ho visto sono due o tre mogli a marito. Sposarsi con una sola donna è raro. Secondo me, ci sono più ragioni per cui un uomo desideri sposarsi con più donne. Può essere a causa di un continuo litigio con la prima moglie, oppure per un’intrinseca curiosità dell’uomo che lo porta a desiderare di avere più di una moglie. Un altro problema è che le mogli discutono spesso tra di loro.

Più mogli significa tanti figli… come si risolvono i problemi legati all’eredità, Youssuf?

Io detesto quando succedono queste cose perché i figli della prima e delle altre mogli finiscono sempre,
sempre per litigare tra loro riguardo all’eredità dei parenti morti. In quei casi, è l’Imam che decide come spartire l’eredità ai discendenti, lasciando fuori le parenti femmine. Sinceramente, io non vorrei mai sposarmi con più di una donna.

È possibile vivere in coppia senza essere sposati?

A: Non è possibile convivere insieme senza prima essere sposati, inoltre gli sposi non possono andare a letto insieme prima del matrimonio. Però, come qui da voi, possiamo uscire con la ragazza ed invitarla a casa per vivere insieme la quotidianità anche prima di sposarla.

Y: Gli sposi, dopo il matrimonio, vanno a vivere nella casa di famiglia dell’uomo. È molto raro che vadano a vivere da soli prima.

A te piacerebbe scegliere la ragazza con cui sposarsi oppure preferiresti che fossero i genitori a decidere?

A: Io non sono d’accordo con l’idea che mia madre possa trovare una donna per me: io ho bisogno di conoscerla. Semmai dovesse succedere che una donna volesse sposare un uomo, dovrebbe comunque chiedere all’uomo di fare il primo passo. Ti faccio un esempio: mio padre tempo fa mi aveva chiamato per dirmi che aveva trovato una ragazza per me, aggiungendo che, nel caso avessi accettato la proposta, avrebbe organizzato lui il matrimonio. Gli ho risposto che io sono qua in Italia, mentre lei sta in Africa; se davvero volessi cercare una tipa, l’avrei cercata in Italia. Non sono venuto in Italia per amore, ma per mandare i soldi in Africa.

Y: Sono davvero contento di non essere già sposato con qualcuna che non amo. Quando ero in Costa d’Avorio, mi hanno proposto di sposarmi ma io pensavo: “Se mi sposo adesso, poi come faccio?” Volevo essere libero perché avevo già in mente di andare via dalla Costa d’Avorio.

 

 


Fonti
Bibliografia:
Fabietti Ugo, Antropologia culturale, Milano, Mondadori, 2010
Sitografia:
Uniti per i diritti umani, https://www.unitiperidirittiumani.it/course/lesson/articles-12-18/read-article-16.html