Nazareth

Diario di bordo: Calabria 2021

8 settembre 2021
Gnews

Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei
lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla
terra
se non di andare lontano.
Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.
E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finché lieto posso tutte le forze
celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.

“Canzone di viaggio” H.Hesse

 

E’ ormai una consuetudine o una tappa importante vivere, nel mese di Agosto, l’esperienza in Calabria.
Come ogni anno assume sfumature e momenti diversi impreziositi dall’unicità del singolo e dalla bellezza del gruppo.
Caricati i furgoni come i cavalli per i viandanti, siamo partiti alla volta della terra calabrese, che si è fatta desiderare soprattutto sul finale del tragitto, quando abbiamo incontrato alcune difficoltà nel trovare la via maestra per località Scarcelli.
Una volta arrivati, abbiamo assaporato l’accoglienza locale con la figura di Giuliana, deus ex machina, anima Rock della cooperativa il Segno, insieme ai ragazzi del servizio civile, che ci hanno fatto trovare ristoro al calar della sera.
I giorni successivi sono stati scanditi dalla raccolta di pomodori, frutto importante di questa terra, sotto la guida attenta e presente del Rais, Tonino.
I frutti di questo raccolto venivano poi trasformati in salse pronte per la vendita. All’interno di questo laboratorio i ragazzi si sono resi protagonisti e parte attiva di questo processo.

Non mancava anche la cura e l’attenzione alla casa, motore di tutte le nostre attività. Al pomeriggio, passato il solleone, le acque calabresi assicuravano il meritato riposo e il giusto divertimento ai ragazzi: sul campo di battaglia da beach volley o tra le onde del mare, teatro di incontri e scontri, l’ospitalità locale non ci ha mai fatto sentire “stranieri” in terra d’altri, ma ci ha fatto sentire a casa, accorciando le distanze con quel luogo che per ciascuno è casa.
La settimana è inoltre stata impreziosita dagli incontri con Paolo Panaro e il Professore Marcello, docente calabrese di scienze politiche.
Paolo Panaro, attraverso la sua storia personale, è stato per noi un testimone vero di speranza e di desiderio che le cose possano cambiare in futuro.
Dalle parole del Prof. Marcello è emerso l’attaccamento a una terra, la sua terra, aspra, a volte dura ma alquanto ricca e affascinante.
Proprio per questo ha scelto di rimanervi, cogliendo la sfida di essere maestro o tessitore di questa storia.

Come ogni storia che si racconti, anche il nostro viaggio si è concluso con un ultima avventura prima del rientro: spiegate le vele, con il vento in poppa, siamo partiti, sotto la guida del nostro capitano, alla volta di Praya, isola del Mediterraneo, tra grotte, sirene e racconti mitologici.
Ciò che ci portiamo a casa da questa settimana sono proprio i racconti e gli incontri di chi rende questa terra così affascinante. Il fil rouge educativo che ci ha accompagnato ha reso i ragazzi i veri protagonisti di questa storia. Il clima sereno e di confronto continuo, grazie alla presenza di Giulia, Martina, Antinisca, Alessandra e Cristina, hanno permesso ad ognuno di sentirsi in famiglia e a loro va un meritato ringraziamento.

“E’ stato un viaggio molto bello e speriamo di ripeterlo ancora. La cosa più bella è che abbiamo incontrato alcune delle persone più belle della nostra vita e vi ringraziamo per quello che avetefatto per noi” (A.M.A.B)

Lorenzo







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